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... E Bruto è un uomo d'onore
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... indica un posto dove si cerca un orientamento, ma il luogo dove lo si può trovare—l'orientamento—non è questo.  Ciascuno è (dovrebbe essere) la rosa dei venti di se stesso. 

 







The Liberty Bell

«Proclaim LIBERTY throughout all the Land unto all the Inhabitants thereof Lev. XXV, X
By Order of the Assembly of the Province of Pensylvania for the State House in Philada»
1752



"If I had a bell
I'd ring it in the morning
I'd ring it in the evening ... all over this land,
I'd ring out danger
I'd ring out a warning
I'd ring out love between all of my brothers and my sisters
All over this land.
...

It's a bell of freedom"

Lee Hays and Pete Seeger
["If I Had a Hammer"]








 

"Friends, Romans, countrymen, lend me your ears;
I come to bury Caesar, not to praise him.
The evil that men do lives after them;
The good is oft interred with their bones;
So let it be with Caesar. The noble Brutus
Hath told you Caesar was ambitious:
If it were so, it was a grievous fault,
And grievously hath Caesar answer'd it.
Here, under leave of Brutus and the rest--
For Brutus is an honourable man;
So are they all, all honourable men--
Come I to speak in Caesar's funeral.
He was my  friend, faithful and just to me:
But Brutus says he was ambitious;
And Brutus is an honourable man.
He hath brought many captives  home to Rome
Whose ransoms did the general coffers fill:
Did this in Caesar seem ambitious?
When that the poor have cried, Caesar hath wept:
Ambition should be made of sterner  stuff:
Yet Brutus says he was ambitious;
And Brutus is an honourable man.
You all did see that on the Lupercal
I thrice presented him a kingly crown,
Which he did thrice refuse: was this ambition?
Yet Brutus says he was ambitious;
And, sure, he is an honourable man.
I speak not to disprove what Brutus spoke,
But here I am to speak what I do know.
You all did love him once, not without cause:
What cause withholds you then, to mourn for him?
O judgment! thou art fled to brutish beasts,
And men have lost their reason. Bear with me;
My heart is in the coffin there with Caesar,
And I must pause till it come back to me. (...)"

W. Shakespeare        

Julius Caesar
Act 3, Scene 2













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14 aprile 2004

La Chiesa contro il terrore

Giustamente Angelo Panebianco, con l’editoriale di oggi (Corsera), mette in evidenza con quanta chiarezza e persino durezza Giovanni Paolo II, nel messaggio di Pasqua, abbia “posizionato” la Chiesa nella lotta contro il terrorismo.

 

La Chiesa, per bocca del Pontefice, ribadisce di essere schierata senza incertezze dalla parte dei popoli minacciati dal terrorismo, per il quale, inoltre, essa non ammette nessuna delle attenuanti che tanti altri, anche qui da noi in Europa, sono soliti avanzare.

 

Tre sembrano essere—nota Panebianco—i destinatari di un messaggio mai così esplicito e inequivocabile nei toni e nei contenuti :

 

Il primo, naturalmente, è il mondo della cristianità. Di esso fanno parte anche coloro - una minoranza, certo, ma assai visibile - che vuoi perché accecati da un eccesso di ostilità per gli Stati Uniti, vuoi perché influenzati da una visione troppo radicale del pacifismo, sembrano non avere capito che il terrorismo è oggi il primo vero grande nemico di tutti. A costoro il Papa implicitamente ricorda, con il suo appello al ruolo delle istituzioni internazionali, che se è lecito chiedere una più attiva presenza dell'Onu nel conflitto iracheno, non è lecito scappare, darla vinta ai terroristi. Il secondo interlocutore è composto dai governi, a cominciare da quello statunitense. Il Papa dice che la Chiesa sta con chi combatte il terrorismo, ma vuole che la minaccia venga fronteggiata mediante la cooperazione fra gli Stati. Il terzo interlocutore sono i leader religiosi dell'Islam moderato, a cui il Papa chiede di operare per sottrarre le masse musulmane al fascino esercitato dal terrorismo islamico.

 

Infine, fa riflettere questa conclusione :

 

Senza l'alleanza della Chiesa, con la sua «intelligenza» del mondo islamico, non si va da nessuna parte. I governi occidentali forse non ne sono consapevoli. Come spiegare altrimenti il fatto che essi facciano così poco per aiutare la Chiesa a proteggere i tanti cristiani oggi perseguitati?

 

Che dire? In un precedente post qui ci si augurava che George Bush desse un po’ più retta a Tony Blair, ora questo invito ad ascoltare con più attenzione il Papa e la Chiesa, a dare la giusta importanza al fattore-Chiesa—visto che oltretutto le passate (indubbie) incomprensioni si sono attenuate—francamente sembra molto saggio. Con la sua «intelligenza» del mondo islamico la Chiesa rappresenta una risorsa di cui sarebbe insensato, soprattutto in momenti come questi, fare disinvoltamente a meno.

 




permalink | inviato da il 14/4/2004 alle 18:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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